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La storia

A 275 m. slm, Oriano si adagia sulle pendici orientali del Monte Sant'Antonio affacciandosi sulla valle del fiume Taro. L'attuale nucleo abitato è il risultato di diverse riedificazioni seguite a numerose frane. L'ultimo smottamento, accaduto nel 1873, arrivò fino al Taro seppellendo il Molino e tutte le case eccetto la chiesa.

Secondo una pergamena del 4 luglio 1028 le sue origini sono antichissime e il suo ruolo strategico ricoperto in passato è tuttora visibile grazie a diverse rovine che testimoniano la presenza di un'antica e importante Rocca.

Entrando in paese, il primo incontro è con la chiesa e il camposanto, quest'ultimo costruito nei primi decenni dell’ottocento in stile egizio-greco.

La chiesa di San Giovanni Battista, nella sua attuale struttura, risale al 1759 quando venne ricostruita sulle rovine e con i resti dell'antica Pieve che aveva visto la luce prima del 1141; ne sono importanti testimoni un’iscrizione del XII secolo e alcuni bassorilievi romanici.

All'interno della settecentesca chiesa si può ammirare sul fondo dell'abside una tela del 1643 in cornice d'epoca raffigurante la nascita di San Giovanni Battista dipinta dal parmense Andrea Monti.

Un paio di chilometri a monte del paese, a Campomoro di Sotto, sorge un'importante casa a torre o castello di tipologia medievale costruita intorno al Seicento con caratteristico cornicione composto da sole mensole nelle quali poggiano direttamente le lastre del tetto.

Fino al 1876 la casa a torre fu sede municipale di Solignano per essere poi spostata a Boio, frazione più centrale rispetto al restante territorio comunale.

Il castello si ergeva sulle pendici orientali del Monte Sant'Antonio in posizione strategica e trova una prima menzione nella citata pergamena del 1028 e dopo essere stato distrutto, fu ricostruito dai Pallavicino nella seconda metà del duecento. Nel 1482, proprietà dei Sanvitale, fu incendiato e distrutto da Guido Rossi e più tardi passò ai Galimberti. Oggi se ne possono trovare i ruderi percorrendo irti sentieri che si incuneano lungo le pendici della montagna.

Da Oriano, salendo lungo la strada comunale si giunge a Tramonte e da qui una mulattiera si arrampica all'antico Oratorio sulla cima del monte.

L'Oratorio di Sant'Antonio e San Bartolomeo fu costruito sulla cima dell'omonimo monte a 735 m. slm; viene citato dalla pergamena delle Decime (1230) e trova menzione nell'Estimo (1354) e nella Descrizione della Diocesi di Cristoforo Dalla Torre.

Nel 1610 i proprietari ne alterarono l'architettura originale romanica di forma rettangolare con muratura di pietra squadrata e copertura a capanna su capriate in legno concluse da piane e nella facciata un portale ad arco sovrastato da un rosone. Anche l'altare fu eretto in quell'occasione usando un fonte battesimale capovolto, prelevato dalla chiesa di Oriano, e sovrastato da una pietra.

Dalla spiazzo antistante la piccola chiesa è possibile una piacevole carrellata sulla valle circostante, dai ruderi del castello sottostante fino alle scaglie ferrighe del Monte Prinzera e al crinale su cui si sviluppava la strada dei Liguri.

L'Oratorio di Sant'Antonio e San Bartolomeo fu costruito sulla cima dell'omonimo monte a 735 m. slm; viene citato dalla pergamena delle Decime (1230) e trova menzione nell'Estimo (1354) e nella Descrizione della Diocesi di Cristoforo Dalla Torre.
Nel 1610 i proprietari ne alterarono l'architettura originale romanica di forma rettangolare con muratura di pietra squadrata e copertura a capanna su capriate in legno concluse da piane e nella facciata un portale ad arco sovrastato da un rosone. Anche l'altare fu eretto in quell'occasione usando un fonte battesimale capovolto, prelevato dalla chiesa di Oriano, e sovrastato da una pietra.

Dalla spiazzo antistante la piccola chiesa è possibile una piacevole carrellata sulla valle circostante, dai ruderi del castello sottostante fino alle scaglie ferrighe del Monte Prinzera e al crinale su cui si sviluppava la strada dei Liguri.