Valtaro
La valle del fiume Taro, o Valtaro, è senza dubbio la più estesa del territorio della provincia di Parma e la più varia sotto il profilo naturale ed è anche oltremodo interessante per la sua storia e la sua arte.
Il Taro nasce sul versante meridionale del Monte Penna e tra foreste di faggi e conifere, snoda il suo percorso nel mezzo di una natura incontaminata attraverso i centri di Santa Maria del Taro, Bedonia, Borgotaro e Solignano.
A Fornovo, già sede di municipio romano e importante centro di smistamento per la Liguria, la Toscana e la Val Padana, riceve le acque del torrente Ceno e, ormai in pianura, corre calmo verso il Po, nel quale sfocia tra Zibello e Casalmaggiore.
Percorreremo il nostro viaggio lungo la valle attraverso una delle arterie dell'antica strada romea (IV sec.): la 308 detta fondovalle del Taro.
Da Fornovo, dopo circa 8km., incontriamo Citerna, lasciando sulle pendici orientali del monte Sant'Antonio, Oriano un tempo illustre per la sua Pieve della quale rimangono frammenti sui muri dell'attuale chiesa e di alcune abitazioni del paese.
Tocchiamo ora Selva del Bocchetto per poi giungere a Solignano, sviluppatosi attorno all'Oratorio dell'Addolorata e ai pochi resti dell'antico castello.
Sullo sfondo del Monte Dosso e del Pareto, sull'alta costa del Pessola, si erge Prelerna, oltre la quale raggiungiamo Pietramogolana con la sua torre quadrata, abbarbicata ad uno scoglio a picco sul Taro, già fortissima rocca ricostruita nel 1210.
Dopo aver raggiunto la confluenza del Manubiola con il Taro nei pressi di Ghiare di Berceto, la fondovalle aggira il monte ferrigno di Gorro e attraversa Roccamurata, lasciando a sinistra Belforte con i resti del suo castello, raggiunge Ostia con la sua Pieve dell'VIII sec. e arriva all'altezza di Baselica, la cui fama è legata ai suoi funghi e ai resti del castello di Costerbosa.
Borgotaro è sicuramente la piccola capitale della valle: qui è potente il richiamo al passato attraverso le chiese, i palazzi e i monumenti che si rifanno ad importanti movimenti storici. Da qui si accede alla Val Torodine, alla Val Vona, alla Val Varacola e alla valle del Gotra che ritrova in Albareto la sintesi della sua storia. Tocchiamo poi Bertorella per giungere a Tornolo, dove rimangono intatti i ricordi di un nobile passato e della signoria dei Lusardi.
Compiano è ricca di memorie feudali, con il suo castello, con la cerchia delle vecchie mura, con le strade strette e selciate e con le sue antiche porte che si dischiudono alle suggestive visioni sulla valle.
Sotto il Monte Pelpi si adagia Bedonia, capitale della trota, dove ancora si batte il ferro e si lavora l'arenaria delle Piane di Carniglia.
Dopo Pontestrambo, sotto l'alta protezione del Monte Penna che emerge tra un mare di faggi e conifere, si raggiunge il confine della vallata a Santa Maria del Taro con la sua famosa chiesa, il ponte dei Priori e la sua aria ormai ligure.


